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Eziologia Amputazioni

Gravi malattie arteriose periferiche (PAD), sono state di gran lunga la causa più comune di amputazione. In uno studio trattato nel seguente capitolo, su un totale di 229 ricoveri per amputazioni, i disturbi arteriosi erano presenti in 216 (94,3%). Probabili o certi gravi PAD erano presenti in 198/229 (86,5%) pazienti. Occlusione arteriosa acuta è stata la diagnosi per l'amputazione in 26/229 (11,4%) casi. Occlusione arteriosa acuta si è verificata nel contesto di preesistenti PAD gravi in 8/26 pazienti.

Solo in 13/229 (5,7%) casi, non erano presenti gravi malattie arteriose periferiche. Di questi, tumori (4/229), traumi (3/229), fratture complicate da osteomielite (3/229) e altri ( 3/229).

Solo 32/229 amputazioni sono state classificate come causa di ulcere plantari diabetiche. In 22 di questi 32 casi vi erano ferite multiple, che interessano le dita dei piedi e talloni, oltre alla zona plantare. Tutti i 32 pazienti avevano certi (29/32) o probabili (3/32) PAD gravi.

Vasculopatie

La causa più comune di amputazione dell’arto inferiore nel mondo sviluppato è ancor oggi legata alla malattia vascolare periferica. Tale malattia è suddivisa in arterosclerosi, conseguenze del diabete mellito, malattia di Burger. Si tratta di una patologia che colpisce la  popolazione anziana anche se esistono fattori che abbassano la media dell’età di amputazione quali, ad esempio, l’economia, lo stile di vita, il fumo ecc. Nei casi di malattia vascolare, l’assenza
di gangrena nella fase preoperatoria nell’arto ischemico e la presenza di emoglobina inferiore a 120 g/dl sono i fattori rischio in caso di mancata guarigione delle cicatrici dell’amputazione.

È importante ricordare che la vasculopatia può anche essere associata ad altre patologie cronico-degenerative sistemiche quali l’insufficienza cardio-vascolare che può provocare infarto, il diabete e le sue complicanze (retinopatia cardio-vascolare, neuropatia periferica, nefropatia diabetica), disturbi respiratori.

Le patologie vascolari che incidono maggiormente sulla decisioni di amputazioni sono:

  • l’arteriopatia cronica ostruttiva periferica su base aterosclerotica che consiste in un’alterazione della struttura vasale legata al deposito di minerali e grassi. Questo provoca un ispessimento delle pareti vasali e una riduzione del lume. La conseguenza è il mancato irroramento dei tessuti a monte della restrizione;
  • la vasculopatia diabetica: in presenza del diabete, patologia caratteristica della elevata presenza di glucosio nel sangue per incapacità delle cellule beta del pancreas di produrre insulina, accelera il processo ostruttivo dei vasi e crea lesioni alle delle zone periferiche, questo provoca delle ulcere che non guariscono facilmente. Nel caso in cui queste ulcere siano presenti su varie parti del piede, talvolta si rende necessaria l’amputazione dell’arto.

Nel 1991 l’Organizzazione Mondiale Della Sanità (OMS) in Europa e la Federazione Internazionale del Diabete (IDF; Regione Europa), si sono adoperate per creare un programma che permettesse di ridurre l’incidenza delle complicanze diabetiche più comuni. Interessanti gli obiettivi che questo programma si impegna a raggiungere:

  • riduzione del 50% o più delle amputazioni maggiori nelle estremità inferiori causata da gangrena diabetica;
  • maggiore prevenzione e miglior controllo del diabete;
  • creazione di gruppi multidisciplinari volti non solo alla prevenzione  e cura del piede ma anche alla creazione di strategia che permettano di migliorarne sensibilmente la guarigione. La popolazione diabetica è più a rischio amputazione rispetto a quella non diabetica ma il tasso di amputazione nel diabete mellito sembra essere invariato tra il 1981 e il 1994.

Morbo di Burger: si presenta maggiormente in giovani fumatori (di età inferiore ai 50 anni) soprattutto maschi (98%). Si tratta di una patologia infiammatoria che colpendo maggiormente l’albero arterioso periferico determina occlusioni vasali;

Aneurisma: rottura di una parete vasale con seguente emorragia, il ristagno ematico può causare la formazione di trombi.

Trombo-embolie: l’alta concentrazione di piastrine può causare di creare un embolo all’interno del vaso, questo provoca un’ischmia.

Traumatismi

Tra le principali cause di amputazione è importante ricordare anche i traumi da schiacciamento (incidenti stradali, domestici, sul lavoro, agricoli) o traumi da colpi da arma da fuoco o da cause belliche (uso indiscriminato di mine che causa un’elevatissima percentuale di amputazioni nella popolazione civile).

Neoplasie

Le neoplasie sono patologie caratterizzate da una proliferazione
cellulare incontrollata.

Altra causa che porta alla scelta dell’amputazione è la presenza di tumori primitivi e maligni (tumori ossei, cutanei, vascolari e a partenza dal sistema nervoso periferico) solitamente riscontrati in giovani di sesso maschile. Per quanto riguarda i tumori secondari (metastasi di tumori primitivi), invece,  raramente si ricorre all’amputazione.

Il primo campanello d’allarme è la presenza di dolore senza che il soggetto abbia accusato un trauma. Dopo la diagnosi tumorale, si ha un primo approccio chemioterapico, nei casi più aggressivi e maligni talvolta si può ricorrere alla sostituzione endoprotesica o all’amputazione.

Ipo-aplasia congenita d’arto.

In molti studi nazionali, l’incidenza di mancanza congenita d’arto è di 50 su 100.000 persone. Una delle cause identificate è una reazione da farmaco inaspettata. Mancanze d’arto sono di solito avvenimenti sporadici, tuttavia, se esse sono associate con altre anomalie, o vi sono altri casi in famiglia, il rischio su future gravidanze può raggiungere il 50%. Le anomalie dei bambini possono rientrare in uno schema che costituisce una sindrome. L’identificazione di uno schema di malformazioni può consentire di trarre delle conclusioni in merito al meccanismo e al tempo di comparsa delle anomalie. L’anomalia più comune è l’arresto trasversale di un braccio, ma vi può essere una varietà di presentazioni da arto assente in tutti e quattro gli arti.

Un bambino può nascere con una mancanza parziale o totale di un arto, fino all’assenza totale di tutti e quattro gli arti, o qualsiasi combinazione tra questi. Vi possono essere assenze dell’osso o altre deformità.

La classificazione della mancanza congenita dell’arto è complessa e viene utilizzato il sistema della Società Internazionale per le Protesi e le Ortesi (ISPO), che è redatto su una base anatomica. Le mancanze sono identificate come trasversali e longitudinali.

Trasversali: l’arto si è sviluppato normalmente fino ad un particolare livello, oltre al quale non esiste alcun elemento scheletrico, nonostante vi possano essere gemme delle dita. Alcuni bambini possono avere diversi arti interessati, ma più comunemente il bambino si presenta con una deformità singola a livello di medio avambraccio.

Longitudinale: vi è una riproduzione o assenza di osso all’interno dell’asse lungo l’arto; ciò interesserà lo sviluppo delle strutture distali a quell’osso.

Le malformazioni congenite sono dunque causate da alterazioni genetiche, fattori tossici ed infettivi in epoca pre-natale o fattori teratogeni durante il parto; le malformazioni più frequenti sono:

  • l’amelia: assenza totale di un arto
  • focomelia: assenza del segmento prossimale di una arto
  • emimelia: assenza del segmento distale di un arto.

Infezioni

Le infezioni come la setticemia meningococciga, possono essere la causa di amputazione così come le infezione in seguito ad un trauma, o ad un intervento  di ortopedia o un intervento di chirurgia vascolare, etc.Gravi malattie arteriose periferiche (PAD), sono state di gran lunga la causa più comune di amputazione. In uno studio trattato nel seguente capitolo parleremo di Eziologia, su un totale di 229 ricoveri per amputazioni, i disturbi arteriosi erano presenti in 216 (94,3%). Probabili o certi gravi PAD erano presenti in 198/229 (86,5%) pazienti. Occlusione arteriosa acuta è stata la diagnosi per l'amputazione in 26/229 (11,4%) casi. Occlusione arteriosa acuta si è verificata nel contesto di preesistenti PAD gravi in 8/26 pazienti.

Solo in 13/229 (5,7%) casi, non erano presenti gravi malattie arteriose periferiche. Di questi, tumori (4/229), traumi (3/229), fratture complicate da osteomielite (3/229) e altri ( 3/229).

Solo 32/229 amputazioni sono state classificate come causa di ulcere plantari diabetiche. In 22 di questi 32 casi vi erano ferite multiple, che interessano le dita dei piedi e talloni, oltre alla zona plantare. Tutti i 32 pazienti avevano certi (29/32) o probabili (3/32) PAD gravi.

Vasculopatie

La causa più comune di amputazione dell’arto inferiore nel mondo sviluppato è ancor oggi legata alla malattia vascolare periferica. Tale malattia è suddivisa in arterosclerosi, conseguenze del diabete mellito, malattia di Burger. Si tratta di una patologia che colpisce la  popolazione anziana anche se esistono fattori che abbassano la media dell’età di amputazione quali, ad esempio, l’economia, lo stile di vita, il fumo ecc. Nei casi di malattia vascolare, l’assenza
di gangrena nella fase preoperatoria nell’arto ischemico e la presenza di emoglobina inferiore a 120 g/dl sono i fattori rischio in caso di mancata guarigione delle cicatrici dell’amputazione.

È importante ricordare che la vasculopatia può anche essere associata ad altre patologie cronico-degenerative sistemiche quali l’insufficienza cardio-vascolare che può provocare infarto, il diabete e le sue complicanze (retinopatia cardio-vascolare, neuropatia periferica, nefropatia diabetica), disturbi respiratori.

Le patologie vascolari che incidono maggiormente sulla decisioni di amputazioni sono:

  • l’arteriopatia cronica ostruttiva periferica su base aterosclerotica che consiste in un’alterazione della struttura vasale legata al deposito di minerali e grassi. Questo provoca un ispessimento delle pareti vasali e una riduzione del lume. La conseguenza è il mancato irroramento dei tessuti a monte della restrizione;
  • la vasculopatia diabetica: in presenza del diabete, patologia caratteristica della elevata presenza di glucosio nel sangue per incapacità delle cellule beta del pancreas di produrre insulina, accelera il processo ostruttivo dei vasi e crea lesioni alle delle zone periferiche, questo provoca delle ulcere che non guariscono facilmente. Nel caso in cui queste ulcere siano presenti su varie parti del piede, talvolta si rende necessaria l’amputazione dell’arto.

Nel 1991 l’Organizzazione Mondiale Della Sanità (OMS) in Europa e la Federazione Internazionale del Diabete (IDF; Regione Europa), si sono adoperate per creare un programma che permettesse di ridurre l’incidenza delle complicanze diabetiche più comuni. Interessanti gli obiettivi che questo programma si impegna a raggiungere:

  • riduzione del 50% o più delle amputazioni maggiori nelle estremità inferiori causata da gangrena diabetica;
  • maggiore prevenzione e miglior controllo del diabete;
  • creazione di gruppi multidisciplinari volti non solo alla prevenzione  e cura del piede ma anche alla creazione di strategia che permettano di migliorarne sensibilmente la guarigione. La popolazione diabetica è più a rischio amputazione rispetto a quella non diabetica ma il tasso di amputazione nel diabete mellito sembra essere invariato tra il 1981 e il 1994.

Morbo di Burger: si presenta maggiormente in giovani fumatori (di età inferiore ai 50 anni) soprattutto maschi (98%). Si tratta di una patologia infiammatoria che colpendo maggiormente l’albero arterioso periferico determina occlusioni vasali;

Aneurisma: rottura di una parete vasale con seguente emorragia, il ristagno ematico può causare la formazione di trombi.

Trombo-embolie: l’alta concentrazione di piastrine può causare di creare un embolo all’interno del vaso, questo provoca un’ischmia.

Traumatismi

Tra le principali cause di amputazione è importante ricordare anche i traumi da schiacciamento (incidenti stradali, domestici, sul lavoro, agricoli) o traumi da colpi da arma da fuoco o da cause belliche (uso indiscriminato di mine che causa un’elevatissima percentuale di amputazioni nella popolazione civile).

Neoplasie

Le neoplasie sono patologie caratterizzate da una proliferazione
cellulare incontrollata.

Altra causa che porta alla scelta dell’amputazione è la presenza di tumori primitivi e maligni (tumori ossei, cutanei, vascolari e a partenza dal sistema nervoso periferico) solitamente riscontrati in giovani di sesso maschile. Per quanto riguarda i tumori secondari (metastasi di tumori primitivi), invece,  raramente si ricorre all’amputazione.

Il primo campanello d’allarme è la presenza di dolore senza che il soggetto abbia accusato un trauma. Dopo la diagnosi tumorale, si ha un primo approccio chemioterapico, nei casi più aggressivi e maligni talvolta si può ricorrere alla sostituzione endoprotesica o all’amputazione.

Ipo-aplasia congenita d’arto.

In molti studi nazionali, l’incidenza di mancanza congenita d’arto è di 50 su 100.000 persone. Una delle cause identificate è una reazione da farmaco inaspettata. Mancanze d’arto sono di solito avvenimenti sporadici, tuttavia, se esse sono associate con altre anomalie, o vi sono altri casi in famiglia, il rischio su future gravidanze può raggiungere il 50%. Le anomalie dei bambini possono rientrare in uno schema che costituisce una sindrome. L’identificazione di uno schema di malformazioni può consentire di trarre delle conclusioni in merito al meccanismo e al tempo di comparsa delle anomalie. L’anomalia più comune è l’arresto trasversale di un braccio, ma vi può essere una varietà di presentazioni da arto assente in tutti e quattro gli arti.

Un bambino può nascere con una mancanza parziale o totale di un arto, fino all’assenza totale di tutti e quattro gli arti, o qualsiasi combinazione tra questi. Vi possono essere assenze dell’osso o altre deformità.

La classificazione della mancanza congenita dell’arto è complessa e viene utilizzato il sistema della Società Internazionale per le Protesi e le Ortesi (ISPO), che è redatto su una base anatomica. Le mancanze sono identificate come trasversali e longitudinali.

Trasversali: l’arto si è sviluppato normalmente fino ad un particolare livello, oltre al quale non esiste alcun elemento scheletrico, nonostante vi possano essere gemme delle dita. Alcuni bambini possono avere diversi arti interessati, ma più comunemente il bambino si presenta con una deformità singola a livello di medio avambraccio.

Longitudinale: vi è una riproduzione o assenza di osso all’interno dell’asse lungo l’arto; ciò interesserà lo sviluppo delle strutture distali a quell’osso.

Le malformazioni congenite sono dunque causate da alterazioni genetiche, fattori tossici ed infettivi in epoca pre-natale o fattori teratogeni durante il parto; le malformazioni più frequenti sono:

  • l’amelia: assenza totale di un arto
  • focomelia: assenza del segmento prossimale di una arto
  • emimelia: assenza del segmento distale di un arto.

Infezioni

Le infezioni come la setticemia meningococciga, possono essere la causa di amputazione così come le infezione in seguito ad un trauma, o ad un intervento  di ortopedia o un intervento di chirurgia vascolare, etc.Gravi malattie arteriose periferiche (PAD), sono state di gran lunga la causa più comune di amputazione. In uno studio trattato nel seguente capitolo, su un totale di 229 ricoveri per amputazioni, i disturbi arteriosi erano presenti in 216 (94,3%). Probabili o certi gravi PAD erano presenti in 198/229 (86,5%) pazienti. Occlusione arteriosa acuta è stata la diagnosi per l'amputazione in 26/229 (11,4%) casi. Occlusione arteriosa acuta si è verificata nel contesto di preesistenti PAD gravi in 8/26 pazienti.

Solo in 13/229 (5,7%) casi, non erano presenti gravi malattie arteriose periferiche. Di questi, tumori (4/229), traumi (3/229), fratture complicate da osteomielite (3/229) e altri ( 3/229).

Solo 32/229 amputazioni sono state classificate come causa di ulcere plantari diabetiche. In 22 di questi 32 casi vi erano ferite multiple, che interessano le dita dei piedi e talloni, oltre alla zona plantare. Tutti i 32 pazienti avevano certi (29/32) o probabili (3/32) PAD gravi.

Vasculopatie

La causa più comune di amputazione dell’arto inferiore nel mondo sviluppato è ancor oggi legata alla malattia vascolare periferica. Tale malattia è suddivisa in arterosclerosi, conseguenze del diabete mellito, malattia di Burger. Si tratta di una patologia che colpisce la  popolazione anziana anche se esistono fattori che abbassano la media dell’età di amputazione quali, ad esempio, l’economia, lo stile di vita, il fumo ecc. Nei casi di malattia vascolare, l’assenza
di gangrena nella fase preoperatoria nell’arto ischemico e la presenza di emoglobina inferiore a 120 g/dl sono i fattori rischio in caso di mancata guarigione delle cicatrici dell’amputazione.

È importante ricordare che la vasculopatia può anche essere associata ad altre patologie cronico-degenerative sistemiche quali l’insufficienza cardio-vascolare che può provocare infarto, il diabete e le sue complicanze (retinopatia cardio-vascolare, neuropatia periferica, nefropatia diabetica), disturbi respiratori.

Le patologie vascolari che incidono maggiormente sulla decisioni di amputazioni sono:

  • l’arteriopatia cronica ostruttiva periferica su base aterosclerotica che consiste in un’alterazione della struttura vasale legata al deposito di minerali e grassi. Questo provoca un ispessimento delle pareti vasali e una riduzione del lume. La conseguenza è il mancato irroramento dei tessuti a monte della restrizione;
  • la vasculopatia diabetica: in presenza del diabete, patologia caratteristica della elevata presenza di glucosio nel sangue per incapacità delle cellule beta del pancreas di produrre insulina, accelera il processo ostruttivo dei vasi e crea lesioni alle delle zone periferiche, questo provoca delle ulcere che non guariscono facilmente. Nel caso in cui queste ulcere siano presenti su varie parti del piede, talvolta si rende necessaria l’amputazione dell’arto.

Nel 1991 l’Organizzazione Mondiale Della Sanità (OMS) in Europa e la Federazione Internazionale del Diabete (IDF; Regione Europa), si sono adoperate per creare un programma che permettesse di ridurre l’incidenza delle complicanze diabetiche più comuni. Interessanti gli obiettivi che questo programma si impegna a raggiungere:

  • riduzione del 50% o più delle amputazioni maggiori nelle estremità inferiori causata da gangrena diabetica;
  • maggiore prevenzione e miglior controllo del diabete;
  • creazione di gruppi multidisciplinari volti non solo alla prevenzione  e cura del piede ma anche alla creazione di strategia che permettano di migliorarne sensibilmente la guarigione. La popolazione diabetica è più a rischio amputazione rispetto a quella non diabetica ma il tasso di amputazione nel diabete mellito sembra essere invariato tra il 1981 e il 1994.

Morbo di Burger: si presenta maggiormente in giovani fumatori (di età inferiore ai 50 anni) soprattutto maschi (98%). Si tratta di una patologia infiammatoria che colpendo maggiormente l’albero arterioso periferico determina occlusioni vasali;

Aneurisma: rottura di una parete vasale con seguente emorragia, il ristagno ematico può causare la formazione di trombi.

Trombo-embolie: l’alta concentrazione di piastrine può causare di creare un embolo all’interno del vaso, questo provoca un’ischmia.

Traumatismi

Tra le principali cause di amputazione è importante ricordare anche i traumi da schiacciamento (incidenti stradali, domestici, sul lavoro, agricoli) o traumi da colpi da arma da fuoco o da cause belliche (uso indiscriminato di mine che causa un’elevatissima percentuale di amputazioni nella popolazione civile).

Neoplasie

Le neoplasie sono patologie caratterizzate da una proliferazione
cellulare incontrollata.

Altra causa che porta alla scelta dell’amputazione è la presenza di tumori primitivi e maligni (tumori ossei, cutanei, vascolari e a partenza dal sistema nervoso periferico) solitamente riscontrati in giovani di sesso maschile. Per quanto riguarda i tumori secondari (metastasi di tumori primitivi), invece,  raramente si ricorre all’amputazione.

Il primo campanello d’allarme è la presenza di dolore senza che il soggetto abbia accusato un trauma. Dopo la diagnosi tumorale, si ha un primo approccio chemioterapico, nei casi più aggressivi e maligni talvolta si può ricorrere alla sostituzione endoprotesica o all’amputazione.

Ipo-aplasia congenita d’arto.

In molti studi nazionali, l’incidenza di mancanza congenita d’arto è di 50 su 100.000 persone. Una delle cause identificate è una reazione da farmaco inaspettata. Mancanze d’arto sono di solito avvenimenti sporadici, tuttavia, se esse sono associate con altre anomalie, o vi sono altri casi in famiglia, il rischio su future gravidanze può raggiungere il 50%. Le anomalie dei bambini possono rientrare in uno schema che costituisce una sindrome. L’identificazione di uno schema di malformazioni può consentire di trarre delle conclusioni in merito al meccanismo e al tempo di comparsa delle anomalie. L’anomalia più comune è l’arresto trasversale di un braccio, ma vi può essere una varietà di presentazioni da arto assente in tutti e quattro gli arti.

Un bambino può nascere con una mancanza parziale o totale di un arto, fino all’assenza totale di tutti e quattro gli arti, o qualsiasi combinazione tra questi. Vi possono essere assenze dell’osso o altre deformità.

La classificazione della mancanza congenita dell’arto è complessa e viene utilizzato il sistema della Società Internazionale per le Protesi e le Ortesi (ISPO), che è redatto su una base anatomica. Le mancanze sono identificate come trasversali e longitudinali.

Trasversali: l’arto si è sviluppato normalmente fino ad un particolare livello, oltre al quale non esiste alcun elemento scheletrico, nonostante vi possano essere gemme delle dita. Alcuni bambini possono avere diversi arti interessati, ma più comunemente il bambino si presenta con una deformità singola a livello di medio avambraccio.

Longitudinale: vi è una riproduzione o assenza di osso all’interno dell’asse lungo l’arto; ciò interesserà lo sviluppo delle strutture distali a quell’osso.

Le malformazioni congenite sono dunque causate da alterazioni genetiche, fattori tossici ed infettivi in epoca pre-natale o fattori teratogeni durante il parto; le malformazioni più frequenti sono:

  • l’amelia: assenza totale di un arto
  • focomelia: assenza del segmento prossimale di una arto
  • emimelia: assenza del segmento distale di un arto.

Infezioni

Le infezioni come la setticemia meningococciga, possono essere la causa di amputazione così come le infezione in seguito ad un trauma, o ad un intervento  di ortopedia o un intervento di chirurgia vascolare, etc.